Mi hanno riferito

Come preannunciato, per impegni professional-scolastici ho saltato la prima giornata "sul campo" (in realtà è la seconda, la prima vera la racconto qua sotto) di questo percorso verso la casetta. Mi hanno riferito comunque che di pratico c'è stato ben poco. Il prato che a breve diverrà cantiere era stato già falciato, l'albero (secco) che poteva ostruire il passaggio già segato, mentre il malefico palo della luce è ancora lì, nonostante le rassicurazioni (telefoniche..) dell'altro giorno del tecnico comunale.

Il fatto veramente nuovo è che la ditta dello scavo e il nostro baffuto geometra che sta curando l'operazione hanno beccato i primi quattrini di anticipo, bene per loro. I lavori di scavo cominceranno mercoledì: lunedì la ditta era già impegnata con un'altra opera, mentre il titolare ha spiegato che di martedì non si cominciano i lavori. "Né di Venere né di Marte, non si sposa, non si parte, né si dà principio all'arte". Credo sia per questa roba qui. Vabbè.

***

Terza (e ultima tappa) del racconto delle "puntate precedenti" alla nascita di questo diario di bordo. Tra la prima spedizione a Castel madama e il passo successivo è trascorso molto tempo, principalmente a causa di un fatto triste accaduto in famiglia di cui non voglio parlare qui. In ogni caso la mossa successiva doveva essere la nostra, ossia occuparci della realizzazione della famosa base o "platea" di cemento su cui verrà montata la casa.

Un processo abbastanza farraginoso, anche perché non era proprio agevolissimo allora trovare ditte pronte all'uso. Senza farla troppo lunga, il progetto di base della ditta romana è stato rivisitato e migliorato dal nostro geometra. Siamo dovuti tornare lì, a Castel Madama, per definire i dettagli, anche banali, come prese elettriche e tv o il colore del legno: un bel color miele, a dirla tutta. Abbiamo poi avuto l'indicazione di come realizzare la platea facendo passare sotto i tubi degli impianti, elettrico, fognario e idrico, che dovranno essere realizzati tutti ex novo (per fortuna gli allacci sono abbastanza vicini).

E poi c'è stata la prima giornata sul campo, quella che unita a un input su facebook ha portato alla nascita di questo blog. Carte catastali alla mano, geometra con fedele sigaro al fianco, parentado di supporto nelle vicinanze. Nella distesa abbastanza ampia di proprietà di nonna e dei suoi due fratelli (un terzo è mancato qualche anno fa), con una fettuccia fin troppo corta in verità, di venti metri, siamo riusciti a delimitare il terreno interessato prima, e lo spazio in cui verrà su la casa poi. Il lotto è di circa 30 x 30 metri, poco meno in realtà, e la casa si è deciso di metterla a 5 metri di distanza dai confini sinistro e superiore dell'area. Rivolta verso la strada.

Là per la prima volta ho cominciato a sentire, davvero, che qualcosa stava, anzi, sta nascendo. Il prato, la vigna decennale (in parte da rimuovere, sigh), tutto questo stonava non poco con l'immagine di quanto accadrà di qui a poco, un'immagine ancora vaga ma che prenderà definizione con il passare del tempo, con lo scavo: terra, cemento, legno. Verde il colore di adesso, marrone, grigio e giallo quelli che ci saranno. Un contrasto che mi ha davvero fatto pensare.

Pensa e ripensa, il riassunto delle puntate precedenti è finito, siamo arrivati all'oggi, anzi, a mercoledì. Quando, a Dio piacendo, finalmente daremo "principio all'arte".

(continua...)

2 commenti:

Francesco ha detto...

Solo noi siamo rimasti a crede alle supertizioni!

Alb ha detto...

Ma serio!

Posta un commento